Nel cuore pulsante dell'Innere Stadt viennese, a pochi passi dalle atmosfere medievali dello Judenplatz, si erge uno dei massimi capolavori del Barocco imperiale austriaco: la Cancelleria Boema (Böhmische Hofkanzlei). Più che un semplice palazzo amministrativo, questo edificio monumentale rappresenta il manifesto tangibile dell'espansione e dell'accentramento burocratico della monarchia asburgica al culmine del suo splendore. Progettato dal genio indiscusso dell'architettura barocca mitteleuropea, Johann Bernhard Fischer von Erlach, l'edificio fonde con virtuosismo la monumentalità classica romana con l'esuberanza teatrale viennese, custodendo ancora oggi i simboli tangibili del Regno di Boemia incastonati nel tessuto urbano della capitale austriaca.
Le origini della Cancelleria Boema risalgono ai primi anni del XVIII secolo. Tra il 1709 e il 1714, il conte Jan Václav Wratislaw von Mitrowitz, illustre diplomatico e cancelliere supremo del Regno di Boemia, affidò a Fischer von Erlach l'incarico di realizzare una sede di rappresentanza degna dell'élite nobiliare boema a Vienna. L'architetto concepì originariamente un palazzo sontuoso incentrato sulla stretta Wipplingerstraße, sfruttando illusioni prospettiche e una plasticità scultorea per compensare i limiti di spazio imposti dal denso tracciato viario medievale circostante.
Nel 1749, l'imperatrice Maria Teresa riorganizzò l'intera macchina statale asburgica unificando l'amministrazione giudiziaria e finanziaria di Austria e Boemia. La sede originaria si rivelò presto insufficiente: tra il 1751 e il 1754 l'architetto di corte Matthias Gerl raddoppiò la struttura verso est, estendendo l'edificio fino allo Judenplatz. Gerl compì un vero e proprio miracolo di mimetismo architettonico, replicando fedelmente il linguaggio di Fischer von Erlach e creando una grandiosa facciata simmetrica a doppio portale, dominata da una balconata monumentale.
Gravemente danneggiato dai bombardamenti alleati nella primavera del 1945, il palazzo fu meticolosamente ricostruito e restaurato nel dopoguerra. Dal 1946 l'edificio è la prestigiosa sede della Corte Costituzionale Austriaca (Verfassungsgerichtshof) e del Tribunale Amministrativo (Verwaltungsgerichtshof), custodi della democrazia e dei diritti fondamentali della Repubblica d'Austria.
Passeggiando lungo Wipplingerstraße, l'occhio attento non potrà non scorgere la raffinata iconografia politica che adorna l'attico e i portali dell'edificio. Il programma scultoreo fu affidato al celebre scultore vicentino Lorenzo Mattielli, autore delle sculture che impreziosiscono molti dei palazzi più blasonati di Vienna.
Il punto focale della facciata è rappresentato dallo stemma imperiale e, soprattutto, dal leggendario leone boemo a due code (Böhmischer Löwe), araldicamente eretto e coronato, simbolo inequivocabile dell'autorità di Praga all'interno della compagine imperiale. Accanto al leone, le statue allegoriche personificano le virtù cardinali e i doveri del buon governo: Giustizia, Prudenza, Fortezza e Temperanza vegliano ancora sui passanti.
Un aneddoto poco noto riguarda l'angolo dell'edificio rivolto verso lo Judenplatz: qui la Cancelleria non solo delimita la piazza storica dell'antico ghetto ebraico, ma dialoga visivamente con la statua del drammaturgo Gotthold Ephraim Lessing e il contemporaneo Memoriale della Shoah di Rachel Whiteread, rendendo questo isolato uno degli snodi di memoria storica più densi e stratificati d'Europa.