Nel cuore dell'elegante nono distretto viennese (Alsergrund), a pochi passi dall'iconica Votivkirche e dall'imponente complesso universitario del vecchio ospedale cittadino, si erge la monumentale sede della Banca Nazionale Austriaca (Oesterreichische Nationalbank, comunemente nota con l'acronimo OeNB). Custode della stabilità monetaria del Paese fin dai tempi asburgici, questo edificio maestoso è molto più di una fortezza finanziaria: è un autentico capolavoro della transizione architettonica tra il tramonto dell'eclettismo imperiale e le prime audaci geometrie del modernismo mitteleuropeo. Per chi ama la grande architettura pubblica, la storia del potere economico e gli scorci urbani lontani dai percorsi turistici più battuti, la piazza su cui si affaccia rappresenta una scoperta di straordinario fascino.
La Oesterreichische Nationalbank affonda le proprie radici nel 1816, quando l'imperatore Francesco I d'Austria fondò la Privilegirte oesterreichische National-Bank per risanare le finanze statali travolte dalle guerre napoleoniche. Con l'espansione economica di fine secolo, l'istituto necessitava di una sede all'altezza del rango della duplice monarchia austro-ungarica. L'occasione si presentò nei primi anni del Novecento con la demolizione della gigantesca caserma militare Alser Kaserne.
Nel 1912 venne incaricato del progetto l'architetto Leopold Bauer, talentuoso allievo di Otto Wagner e suo successore (non senza aspre polemiche di facoltà) alla cattedra dell'Accademia di Belle Arti. La visione iniziale di Bauer era colossale: un sontuoso Bankpalast neoclassico articolato in due corpi monumentali uniti da ponti sopraelevati. La facciata principale, destinata all'amministrazione e al pubblico, doveva affacciarsi sontuosa su Alser Straße, mentre nel retrostante edificio secondario avrebbe trovato posto la stamperia di banconote dello Stato.
Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale e il tracollo dell'Impero nel 1918 sconvolsero i piani: la neonata repubblica austriaca si ritrovò priva di fondi e con una struttura imperiale sproporzionata. Il mastodontico palazzo anteriore non fu mai costruito. L'edificio che possiamo ammirare oggi non è altro che l'ex fabbrica della stamperia di sicurezza (Druckereigebäude), convertita e riadattata tra il 1923 e il 1925 dagli architetti Rudolf Eisler e Ferdinand Glaser per diventare la prestigiosa sede centrale della nuova banca centrale. Con una deliziosa ironia della toponomastica viennese, la piazza aperta nata dal progetto incompiuto venne intitolata proprio al maestro di Bauer: Otto-Wagner-Platz.
L'architettura della OeNB riflette magnificamente il passaggio stilistico degli anni Venti. La facciata si caratterizza per una solenne impostazione a lesene, volumi compatti e un ritmo geometrico rigoroso che anticipa le forme monumentali tra le due guerre. Il portale d'onore conserva il monumentale rilievo marmoreo originale del 1915, dominato dalle figure allegoriche di Mercurio (dio romano del commercio e della velocità economica) e della dea Fortuna (simbolo di abbondanza e provvidenza monetaria).
Varcata la soglia protetta, l'interno rivela un lusso sobrio ma straordinariamente raffinato: marmi striati scelti nelle migliori cave austriache, bronzi cesellati, eleganti lampioni e kandelaber geometrici d'epoca, e soprattutto la sontuosa Prunkstiege (scalinata d'onore), disegnata nel 1925 per condurre i cittadini al grandioso Kassensaal (il salone delle casse pubbliche), oggi impiegato per simposi economici e concerti esclusivi.
Sebbene gran parte degli uffici sia riservata alle funzioni istituzionali dell'eurosistema, la Banca Nazionale Austriaca offre ai viaggiatori e agli appassionati d'arte alcune tappe di grande valore: