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Tassazione in austria di una casa in affitto in italia


La tassazione degli immobili in Italia per i residenti in Austria

Un tema che suscita frequenti interrogativi tra i cittadini italiani che hanno trasferito la propria residenza fiscale in Austria riguarda il trattamento tributario degli immobili posseduti in Italia e concessi in locazione. La gestione di questi cespiti richiede una corretta comprensione delle normative di entrambi i Paesi al fine di adempiere regolarmente agli obblighi di legge.


La Convenzione contro le doppie imposizioni

Per evitare che lo stesso reddito venga tassato due volte, l'Italia e l'Austria hanno sottoscritto una Convenzione bilaterale. In base a questo accordo, i redditi derivanti da beni immobili situati in uno Stato contraente sono imponibili nello Stato in cui i beni stessi si trovano. Di conseguenza, l'Italia conserva il diritto di tassare i canoni di locazione derivanti dagli immobili situati sul territorio italiano.


Come viene applicata la tassazione in Italia

In Italia, il proprietario non residente è tenuto a dichiarare i redditi da locazione all'Agenzia delle Entrate. Le opzioni principali per la tassazione di questi redditi sono l'applicazione del regime di tassazione ordinaria IRPEF, basato su scaglioni progressivi di reddito, oppure l'adesione al regime della cedolare secca. Quest'ultima opzione rappresenta un'imposta sostitutiva con aliquota fissa, solitamente stabilita al 21% o, in presenza di determinati requisiti e contratti a canone concordato, ridotta al 10%.


Il trattamento fiscale in Austria: il meccanismo del "Progressionsvorbehalt"

L'Austria, in qualità di Stato di residenza fiscale del contribuente, richiede l'indicazione di tutti i redditi mondiali all'interno della dichiarazione annuale. Pur non tassando direttamente i proventi delle locazioni italiane in virtù della Convenzione, l'amministrazione finanziaria austriaca (Finanzamt) applica il metodo dell'esenzione con riserva di progressività (Progressionsvorbehalt). Questo significa che i redditi netti da locazione conseguiti in Italia vengono sommati fittiziamente ai redditi di fonte austriaca (come il reddito da lavoro dipendente) per determinare l'aliquota d'imposta applicabile a questi ultimi. Di conseguenza, pur non essendoci una doppia tassazione diretta del canone italiano, si può verificare un incremento dell'imposta dovuta sui redditi percepiti in territorio austriaco.


Gli adempimenti dichiarativi richiesti

Il contribuente deve gestire gli obblighi dichiarativi in modo coordinato tra i due Stati. In Italia è necessario presentare annualmente la dichiarazione dei redditi (generalmente tramite il Modello Redditi Persone Fisiche) per liquidare le imposte sui canoni percepiti. In Austria, le medesime informazioni e i relativi redditi, calcolati secondo i criteri fiscali austriaci, devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi locale (Einkommensteuererklärung) per consentire il ricalcolo dell'aliquota progressiva.


Indicazioni utili

Data la complessità derivante dall'interazione tra i due differenti sistemi fiscali e la necessità di determinare correttamente le basi imponibili nei rispettivi Paesi, è opportuno valutare la consulenza di un professionista o di un commercialista esperto in fiscalità internazionale italo-austriaca. Questo supporto può aiutare a prevenire errori formali o sostanziali e a gestire correttamente la propria posizione fiscale.



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