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Itinerari » Naturalistici » Orizzonti al sud dai laghi d argilla ai templi di pietra

Tour Orizzonti-al-Sud-dai-Laghi-d-Argilla-ai-Templi-di-Pietra

Questo itinerario, intitolato "Orizzonti a Sud: Dai Laghi d'Argilla ai Templi di Pietra", ti svela la natura meno scontata di Vienna. Esplorerai micro-climi alpini, passeggerai in foreste che hanno inghiottito cimiteri, solcherai paludi nate dall'industria pesante e finirai davanti a un monolite alieno nascosto nel folto dei boschi meridionali.

  • 📍 Punto di partenza: Belvedere Superiore (Ingresso Sud-Est, 3° Distretto)
  • 🏁 Punto di arrivo: Maurer Wald / Monte di San Giorgio (23° Distretto)
  • ⏱️ Durata: Circa 6 ore (Tour esplorativo a lungo raggio: fondamentale l'uso di tram come il 71, la metro U1 e gli autobus periferici per spostarsi tra queste macro-oasi)

📍 Tappa 1: Alpengarten del Belvedere, le Alpi in miniatura (40 min)

👀 Cosa vedere: Inizia il tour ignorando il palazzo barocco del Belvedere e infilandoti in un cancello laterale nascosto. Entrerai nell' 📍Alpengarten (Giardino Alpino). È il giardino alpino più antico d'Europa, un micro-cosmo roccioso dove oltre 4.000 specie di piante d'alta quota sono coltivate ad arte in mezzo alla pianura viennese.
💡 Curiosità: Fu l'Arciduca Giovanni d'Asburgo, un vero fanatico della montagna, a fondarlo nel 1803. Voleva studiare la flora alpina senza doversi arrampicare a 3.000 metri. Fece letteralmente trasportare tonnellate di roccia calcarea e piante rare dalle vette del Tirolo fino a Vienna con carrozze a cavalli.
👣 Opzione/Attività: Cammina lungo i ripidi sentierini di ghiaia bianca. Cerca la collezione di rarissimi Bonsai nipponici (alcuni dei quali hanno più di 200 anni) custodita in questo giardino, un'eredità degli scambi botanici dell'Impero.
📸 Foto instagrammabili: Abbassati a livello del suolo: inquadra in primissimo piano i fiori a stella delle Stelle Alpine (Edelweiß) che sbocciano sulle rocce, tenendo sullo sfondo, sfuocati, i tetti di rame verde della città barocca.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Sinfonia delle Alpi (Alpensinfonie) di Richard Strauss. Maestosa, perfetta per evocare le vette innevate stando comodamente in città.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Chiudi gli occhi. L'odore pungente, resinoso e balsamico del Pino Mugo e delle erbe di montagna ti ingannerà, facendoti credere di essere in una valle del Tirolo e non a 500 metri dalla stazione centrale dei treni.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1850. I giardinieri imperiali lavorano con pinzette e piccoli pennelli per impollinare a mano le orchidee d'alta quota. Intorno a loro, il fumo delle prime locomotive a vapore inizia ad oscurare il cielo della rivoluzione industriale.
🗣️ La Pillola Viennese: Edelweiß. La stella alpina. In Austria non è solo un fiore, è un simbolo di purezza e coraggio (storicamente, i giovani dovevano scalare pareti mortali per raccoglierne una da donare alla fidanzata).
🎬 Vienna su Pellicola: L'estetica curatissima e scientifica di questo giardino richiama le atmosfere del film A Dangerous Method (girato anche a Vienna), dove la natura viene catalogata e analizzata.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca i minuscoli cartellini neri e oro scritti a mano in latino. Molti di essi sono originali dell'Ottocento e classificano piante che oggi in natura sono quasi del tutto estinte.
⚖️ Vero o Falso?: Il giardino è aperto tutto l'anno. FALSO. Per proteggere le delicate piante alpine, l'Alpengarten è un segreto effimero: apre i cancelli solo in primavera ed estate (da fine marzo a inizio agosto), quando la fioritura è massima.
🤫 Il Segreto del Local: Accanto all'Alpengarten c'è l'ingresso per l'orto botanico dell'Università (libero e gratuito). Cammina fino alla foresta di bambù gigante che cresce lì in mezzo per un cambio radicale di ecosistema in 10 metri.
☕ Pit Stop: Uscendo, fermati al micro-chiosco su strada del Salm Bräu per prendere un "Krügerl" (mezzo litro) di birra artigianale fresca prodotta nelle cantine adiacenti.

📍 Tappa 2: Zentralfriedhof, cervi tra le lapidi (60 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram 71 e scendi al leggendario 📍Zentralfriedhof (11° Distretto). Non limitarti alle tombe dei musicisti. Dirigiti verso la zona ebraica antica (Tor 1) o la zona naturalistica (Naturgarten). Qui la natura ha letteralmente mangiato il cimitero: edera spessa come coperte avvolge gli angeli di marmo e alberi giganti hanno spezzato le lapidi con le loro radici.
💡 Curiosità: Questo è il secondo cimitero più grande d'Europa (2,5 milioni di defunti, più degli abitanti vivi di Vienna). A causa delle sue dimensioni colossali (quasi 3 km quadrati), le zone più periferiche sono diventate una riserva naturale intoccata. È il rifugio di una numerosa colonia di caprioli, volpi, tassi e scoiattoli neri.
👣 Opzione/Attività: Cammina in silenzio totale nei viali della sezione antica. Se vai al mattino presto o verso il tramonto, è matematicamente certo che incrocerai un capriolo brucare tranquillamente l'erba tra le pietre tombali ottocentesche. Un'immagine poetica e potentissima sulla vita che prosegue.
📸 Foto instagrammabili: Cerca una tomba gotica semidistrutta, inghiottita da piante rampicanti rossastre in autunno, con i raggi del sole che filtrano come lame di luce attraverso i rami della fitta foresta. Puro romanticismo decadente.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Lacrimosa (Requiem) di Mozart (che ironicamente non è sepolto qui, ma in una fossa comune altrove). Trasmette la solennità e il mistero dell'eternità.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Sotto la fitta volta degli alberi secolari fa sempre molto freddo. L'odore prevalente è quello della pietra umida, dei funghi nati sul legno marcio e della cera bruciata dei lumini.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1874. Il cimitero viene inaugurato. I viennesi si lamentano perché è "troppo lontano dalla città". Per convincerli, il comune decide di istituire tram speciali trainati da cavalli neri che trasportano i feretri di notte, e sposta qui le salme di Beethoven e Schubert per renderlo "attraente".
🗣️ La Pillola Viennese: A Schöne Leich. "Un bel cadavere/Un bel funerale". A Vienna non si muore, si "fa una bella uscita di scena". I viennesi risparmiano tutta la vita per avere un funerale pomposo in questo cimitero boscoso.
🎬 Vienna su Pellicola: Il viale alberato centrale, nudo e autunnale, è la famosissima location della scena finale de Il Terzo Uomo (1949), una delle chiusure più iconiche della storia del cinema.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il "Waldfriedhof" (Cimitero del bosco). Qui le urne biodegradabili vengono seppellite direttamente sotto le radici di alberi specifici. Non ci sono lapidi, solo la foresta.
⚖️ Vero o Falso?: Bisogna girarlo solo a piedi. FALSO. Il cimitero è così vasto che ha una propria linea di autobus interna. I viennesi usano le piste ciclabili interne per farsi lunghi giri in bicicletta tra la natura e le tombe!
🤫 Il Segreto del Local: Porta con te una manciata di noci. Nelle sezioni alberate centrali, gli scoiattoli viennesi sono così abituati al silenzio e alle persone che scenderanno dai tronchi per prendere il cibo direttamente dalle tue mani.
☕ Pit Stop: Al Tor 2 (Ingresso Principale) c'è una pasticceria ufficiale, la Kurkonditorei Oberlaa. Mangiare una torta Sacher o un Punchkrapfen rosa fluo guardando le tombe è considerata l'attività viennese per eccellenza.

📍 Tappa 3: Laaer Wald e il Böhmischer Prater (50 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il bus verso il 10° Distretto e sali sulla collina del 📍Laaer Berg . Entrerai nel Laaer Wald (Foresta di Laa), un fitto e oscuro bosco di querce. Camminando nel mezzo del nulla boschivo, all'improvviso, inciamperai nel Böhmischer Prater (Prater Boemo): un minuscolo parco divertimenti vintage dell'800 spuntato dal fango, fermo nel tempo.
💡 Curiosità: Alla fine dell'Ottocento, questa zona era piena di cave d'argilla dove lavoravano in schiavitù migliaia di immigrati cechi (boemi). Non potendosi permettere il lussuoso Prater in centro, si costruirono il loro mini-luna park povero nei boschi, con giostre di legno spinte a mano e osterie sgangherate.
👣 Opzione/Attività: Il contrasto è geniale. Passeggia tra gli alberi scuri e poi sali sull'antica ruota panoramica in miniatura o sul Holzringelspiel, la giostra di cavalli in legno più vecchia d'Europa (1890), che gira ancora accompagnata da un nostalgico organetto a rullo.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa di sera l'insegna al neon sbiadita del parco divertimenti, circondata dall'oscurità minacciosa dei rami della foresta. Sembra l'incipit di un romanzo di Stephen King o della serie Stranger Things.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Musica per Organetto (Drehorgel) o vecchie Polke boeme. Cattura perfettamente l'animo popolare, un po' grottesco e malinconico del luogo.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Nell'aria si mescolano l'odore fresco delle foglie di quercia bagnate con quello dolciastro dello zucchero filato e l'odore dell'olio meccanico vecchio di un secolo usato per lubrificare le giostrine.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1900. Domenica. I "Ziegelböhm" (I lavoratori dei mattoni), sporchi di polvere rossa, si lavano al lago e spendono i loro pochissimi soldi qui, mangiando salsicce e ballando la polka sotto gli alberi per dimenticare la miseria delle fornaci.
🗣️ La Pillola Viennese: Ziegelböhm. Così venivano chiamati i lavoratori boemi delle fabbriche di mattoni. Furono loro, con il loro sudore e le loro mani nude, a fabbricare ogni singolo mattone che costruì i lussuosi palazzi della Ringstrasse dove vivevano i ricchi.
🎬 Vienna su Pellicola: Qualsiasi film sul circo itinerante retrò o pellicole cupe e fiabesche come La fiera delle illusioni (Nightmare Alley) si sposerebbero alla perfezione con le giostre scolorite di questo bosco.
🔎 Caccia al Dettaglio: Esci dal mini-parco e addentrati per 10 minuti nella foresta adiacente. Cerca il Butterteich (Lo stagno del burro), un minuscolo specchio d'acqua segreto circondato dai canneti dove il rumore delle giostre svanisce del tutto.
⚖️ Vero o Falso?: È una trappola per turisti. FALSO. Nessun turista si spinge fin qui. È frequentato rigorosamente al 100% da famiglie locali, nostalgici e viennesi dei distretti operai.
🤫 Il Segreto del Local: Visitalo alla fine dell'autunno. Le giostre chiudono, una fitta nebbia avvolge la foresta di Laa e camminare tra i chioschi sbarrati di legno nel bosco dà i brividi dell'avventura urbana.
☕ Pit Stop: Cerca la bancarella che vende il Lángos. È una gigantesca frittella di pasta lievitata, fritta nello strutto e strofinata con aglio crudo a volontà. Mangiala passeggiando verso il bosco.

📍 Tappa 4: Wienerberg, il lago dell'argilla e i grattacieli (50 min)

👀 Cosa vedere: Rimani nel 10° Distretto e cammina o prendi il bus verso ovest per entrare nell' 📍Erholungsgebiet Wienerberg . All'improvviso, la città si spalanca su un enorme lago selvaggio azzurro-verde, incassato come un cratere tra colline coperte di canneti palustri gialli e secchi. Sullo sfondo, a contrasto, si stagliano le Twin Towers di Vienna e il moderno skyline in vetro di Wienerberg City.
💡 Curiosità: Non c'è nulla di naturale nella forma di questa oasi. Era l'epicentro mondiale della produzione di mattoni. Il lago si è formato quando le enormi buche d'argilla scavate in 200 anni di industria sono state abbandonate negli anni '60 e si sono riempite di acqua freatica. Negli anni '80 la natura se l'è ripreso, diventando area protetta.
👣 Opzione/Attività: Cammina sulle passerelle di legno ("Stege") che tagliano a metà le foreste di canne alte tre metri ("Schilf"). Non farti ingannare dal panorama urbano in lontananza: l'ecosistema qui dentro è così isolato che potresti incrociare rari ramarri verdi e lepri.
📸 Foto instagrammabili: Mettiti al livello dell'acqua tra i canneti palustri e scatta verso nord. Catturerai la bellezza primordiale del lago, dei cigni e del verde, con i grattacieli futuristici di vetro che spuntano proprio dietro l'orizzonte come in un film di fantascienza.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Koyaanisqatsi di Philip Glass. Una colonna sonora minimalista che riflette perfettamente il tema della natura modificata dall'uomo, che a sua volta fagocita l'industria.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: In giornate ventose, il suono del Wienerberg è inconfondibile: le migliaia di canne secche sbattono l'una contro l'altra producendo un fruscio secco e ipnotico, simile al suono della pioggia sul tetto.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1888. L'inchiesta del giornalista Victor Adler svela l'orrore del Wienerberg. Migliaia di operai lavorano 15 ore al giorno nel fango tossico per pochi centesimi, dormendo accatastati come bestie in baracche. Nasce il movimento operaio austriaco. Oggi, in quel fango nuotano le anatre.
🗣️ La Pillola Viennese: Wienerberger. Nasce qui l'azienda omonima che oggi è letteralmente il più grande produttore di mattoni al mondo. Tutta la loro ricchezza è venuta dall'argilla che mancava a questo terreno.
🎬 Vienna su Pellicola: L'estetica post-industriale e ruvida di questa zona, mascherata dal verde cresciuto sulle rovine, viene spesso usata nei polizieschi come "luogo di ritrovo" lontano da occhi indiscreti.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il rarissimo Rospo dal ventre giallo (Gelbbauchunke). Nelle piccole pozzanghere di fango ai margini del lago grande, se lo spaventi, si gira a pancia in su mostrando un colore giallo fosforescente per allontanarti.
⚖️ Vero o Falso?: Si può fare il bagno liberamente. VERO (ma a tuo rischio!). A differenza del Danubio, questa è un'acqua stagnante di cava. L'acqua è balneabile e d'estate le rive si riempiono, ma attenzione: il fondale d'argilla fa sprofondare facilmente e l'acqua diventa torbida subito.
🤫 Il Segreto del Local: Sul lato sud-ovest del lago si snoda un sentiero non asfaltato ("Trampelpfad") che sale su una montagnola di terra. Sali lì per avere la vista panoramica completa dell'intero lago a 360 gradi.
☕ Pit Stop: Siediti sulla terrazza del ristorante Das Chadim. È ospitato in un edificio storico del 1890 usato in origine dall'amministrazione della fabbrica di mattoni. Ottimo Tafelspitz (bollito) in un'atmosfera elegante.

📍 Tappa 5: Kurpark Oberlaa e il Giardino Giapponese Segreto (45 min)

👀 Cosa vedere: Riprendi i mezzi e dirigiti verso l'estremo sud-est (10° Distretto) per entrare nel 📍Kurpark Oberlaa . È un mastodontico parco ondulato (quasi un milione di metri quadrati) di collinette perfette e laghetti, un capolavoro di architettura paesaggistica anni '70. Al suo interno, nascosto come un gioiello, c'è il Takasakigarten, un autentico e precisissimo giardino giapponese.
💡 Curiosità: Fino al 1974, questo luogo idilliaco era la discarica principale della città! Vienna decise di bonificarla totalmente in occasione della Mostra Internazionale del Giardino (WIG). Il giardino giapponese fu aggiunto negli anni '90, donato dalla città gemellata di Takasaki, costruito pezzo per pezzo da veri architetti zen giapponesi.
👣 Opzione/Attività: Entra nel giardino di Takasaki. Segui i ponticelli a zigzag (che secondo la tradizione scacciano gli spiriti maligni, che possono camminare solo dritti) fino alla casa da tè in legno. Siediti sul bordo del laghetto e osserva le enormi carpe Koi colorate che nuotano lentamente tra i fiori di loto.
📸 Foto instagrammabili: La fontana di pietra, gli aceri rossi nani (che in autunno diventano rosso fuoco) e i piccoli ponti di legno inarcati sull'acqua. Inquadrati bene, sembrerà uno scatto rubato a Kyoto e non in una periferia austriaca.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Musica Zen con flauto Shakuhachi. L'ideale per staccare dal rumore del mondo e farsi cullare dal suono dell'acqua.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Ascolta il ritmo ipnotico del Shishi-odoshi (lo "spaventa-cervi"): un tubo di bambù che si riempie d'acqua e cade colpendo ciclicamente la roccia con uno stacco secco. Crea un contrappunto perfetto al silenzio.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1974. La montagna di spazzatura è sparita. Milioni di fiori sono stati piantati in geometrie psichedeliche e futuristiche tipiche degli anni '70. La gente si riversa qui con pantaloni a zampa d'elefante per ammirare la rinascita miracolosa del terreno avvelenato.
🗣️ La Pillola Viennese: Kurstadt. "Città termale". Oberlaa è l'unica zona di Vienna dove dal sottosuolo sgorga naturalmente acqua solfurea calda. Il parco fu costruito anche per dare ai pazienti delle vicine terme un luogo dove passeggiare post-cure.
🎬 Vienna su Pellicola: Le atmosfere del giardino giapponese, così fuori contesto rispetto al resto di Vienna, regalano un senso di alienazione tranquilla molto simile al film Lost in Translation.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il "Rosenberg" (La collina delle rose) vicino al giardino. Sali in cima. C'è una banderuola del vento in ferro da cui si gode di una vista pazzesca che spazia dalla città fino al confine ungherese.
⚖️ Vero o Falso?: L'ingresso al giardino giapponese si paga a parte. FALSO. Nonostante la manutenzione maniacale richiesta (i pini vengono potati ad ago), l'ingresso è completamente libero e gratuito per tutti i cittadini.
🤫 Il Segreto del Local: Vai a cercare l'area chiamata "Labyrinth". Non è un labirinto di siepi verdi classico, ma un mandala pavimentato a terra usato per la meditazione camminata, un angolo esoterico per ritrovare il centro.
☕ Pit Stop: Fermati alla famosa pasticceria Kurkonditorei Oberlaa (la sede storica originale è proprio qui, non quella del cimitero). Ordina i loro macaron (chiamati "Laaerberg-Makronen") seduto all'ombra degli alberi.

📍 Tappa 6: Maurer Wald e la Chiesa Aliena (50 min)

👀 Cosa vedere: Con i mezzi pubblici attraversa il profondo sud fino ad arrivare nel 23° Distretto (Liesing). Cammina verso il monte Sankt Georg, nel limitare scuro e fitto del 📍Maurer Wald . Al confine esatto tra i pini e il cielo sorge la Wotrubakirche (Chiesa della Santissima Trinità): 152 enormi blocchi di cemento armato grigio, asimmetrici, accatastati uno sull'altro in un brutale e monumentale caos apparentemente senza senso.
💡 Curiosità: Costruita nel 1976 dallo scultore Fritz Wotruba. La sua idea non era l'architettura, ma l'arte. Voleva dimostrare che anche il cemento freddo (il materiale simbolo della distruzione moderna) potesse integrarsi spiritualmente con il bosco caotico, ricreando un "bosco pietrificato" primordiale al posto dei classici campanili.
👣 Opzione/Attività: Gira intorno alla struttura. Dall'esterno sembra una fortezza o un bunker chiuso, ma entra dentro. Rimmarrai sbalordito da come il bosco faccia parte dell'architettura: le fessure asimmetriche tra i blocchi sono chiuse da vetrate che fanno entrare la luce del sole disegnando croci naturali sui muri.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i titanici blocchi di cemento brutalista (del peso che varia dalle 2 alle 141 tonnellate l'uno) stagliati contro la foresta scura e il cielo azzurro. Le linee dure della chiesa in netto contrasto con le forme morbide della natura circostante.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Also Sprach Zarathustra (Richard Strauss) o le musiche di Hans Zimmer per Dune. Il monolite di pietra richiama inesorabilmente un senso alieno, mistico e potentissimo.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Appoggia le mani sul cemento a vista. Sentirai il freddo ruvido della pietra artificiale e, appena ti volterai, l'odore di resina, aghi di pino e terra bagnata della foresta ai margini della civiltà.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1974. Il cantiere è bloccato. I residenti conservatori della zona protestano violentemente contro questo "mucchio di sassi orribile", minacciando di abbatterlo. Solo la tenacia dello scultore (che purtroppo morì prima di vederla finita) riuscì a lasciare al mondo questo capolavoro unico.
🗣️ La Pillola Viennese: Brutalismus. Se il centro di Vienna è l'apoteosi stucchevole del Barocco, questo edificio è l'orgoglio del Brutalismo austriaco. Un'opera senza fronzoli, spogliata fino all'osso della materia.
🎬 Vienna su Pellicola: Se mai girassero un film ambientato su un pianeta lontano dove una setta segreta adora divinità boschive in un futuro distopico, la Wotrubakirche sarebbe la location perfetta.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il punto in cui la chiesa non tocca il terreno. Molti credono che i massi siano gettati a caso sul prato, ma l'intera struttura mastodontica "galleggia" su un sottilissimo e invisibile podio in vetro scuro.
⚖️ Vero o Falso?: È un monumento abbandonato. FALSO. Nonostante l'aspetto di un bunker, è una chiesa cattolica attivissima. La domenica i viennesi del bosco (Mauer) vengono regolarmente qui per la messa, circondati dal cemento.
🤫 Il Segreto del Local: Non tornare subito in città. Lasciati la chiesa alle spalle e inoltrati nel sentiero che entra nel Maurer Wald. In 15 minuti di cammino in leggera discesa arriverai al Pappelteich (Lo stagno dei pioppi): un laghetto forestale buio, rotondo e totalmente avvolto dal silenzio, regno di tritoni e picchi neri.
☕ Pit Stop: Scendi dalla collina verso il villaggio di Mauer e fermati all'Heuriger Edlmoser. Uno dei migliori viticoltori di Vienna, con un fantastico cortile coperto da viti vere dove festeggiare la fine di questa avventura ai confini della città con un bicchiere di Gemischter Satz.
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