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Itinerari » Macabri » Impero della fine reliquie carnefici e fobie

Tour Impero-della-Fine-Reliquie-Carnefici-e-Fobie

Questo itinerario, intitolato "L'Impero della Fine: Reliquie, Carnefici e Fobie", ti svela il lato più crudo e storicamente pesante di Vienna. Esplorerai fosse della peste dove uomini si risvegliarono tra i cadaveri, osserverai il sangue secco che fece scoppiare la Prima Guerra Mondiale, visiterai musei dedicati all'industria del lutto e finirai nel padiglione medico più famigerato e oscuro dell'Austria.

  • 📍 Punto di partenza: Fleischmarkt (Griechenbeisl / Pestsäule)
  • 🏁 Punto di arrivo: Ospedale Otto Wagner / Memoriale Steinhof (14° Distretto)
  • ⏱️ Durata: Circa 5 ore (È un tour "a tappe distanti" che richiede l'uso della metropolitana U3, U1 e tram per coprire diversi distretti della città)

📍 Tappa 1: Griechenbeisl e la Fossa di Augustin (40 min)

👀 Cosa vedere: Inizia al 📍Griechenbeisl (la locanda più antica di Vienna, 1447). Oltrepassa i turisti e concentrati sulla statua di un uomo grassoccio con una cornamusa seduto in una grata nel pavimento. È la storia di "Lieber Augustin", e il luogo in cui ti trovi era un tempo una gargantuesca fossa comune della Peste del 1679.
💡 Curiosità: Augustin era un suonatore ubriacone. Durante l'epidemia, svenne ubriaco per strada. I monatti lo credettero morto e lo gettarono nella fossa comune proprio qui sotto. Al mattino, Augustin si risvegliò sommerso da centinaia di cadaveri in putrefazione. Iniziò a suonare la cornamusa per farsi tirare fuori, e miracolosamente, grazie all'alcol nel sangue, non contrasse mai la peste!
👣 Opzione/Attività: Cammina fino al vicino Graben per osservare la Pestsäule (Colonna della Peste). Non guardare gli angeli in alto, guarda la base: vedrai la scultura terrificante di una vecchia mezza svestita (la Peste) che viene spinta all'inferno da un angelo.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa la grata sotterranea illuminata fuori dal Griechenbeisl, dove i turisti lanciano monete alla statua di Augustin. L'idea che sotto quel selciato riposino migliaia di vittime della peste rende lo scatto molto dark.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: O du lieber Augustin. È la canzoncina infantile più famosa d'Austria. Sembra allegra, ma il ritornello "Tutto è perduto, Augustin è nella polvere" parla letteralmente di corpi che marciscono.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Fuori dalla locanda sentirai l'odore confortante di birra scura, aglio e gulasch. Immagina che nel 1679 i viennesi si legavano stracci imbevuti di aceto e aglio sul viso per coprire il fetore mortale che si alzava esattamente da questi ciottoli.
⏳ La Macchina del Tempo: Settembre 1679. Carretti trainati da cavalli neri percorrono Fleischmarkt. I corpi anneriti dai bubboni vengono trascinati fuori dalle finestre con dei ganci di ferro per evitare il contagio. La città tace, si sente solo il suono delle pale e il pianto.
🗣️ La Pillola Viennese: Pestknecht. Il servo della peste (i monatti). Spesso erano criminali a cui veniva promessa la libertà in cambio di questo lavoro orrendo. Il tasso di mortalità per questo lavoro era del 90%.
🎬 Vienna su Pellicola: Le tetre atmosfere di epidemie storiche, fosse comuni illuminate dalle torce e carretti funebri ricordano le scene cittadine del film Il Settimo Sigillo di Ingmar Bergman.
🔎 Caccia al Dettaglio: Dentro il Griechenbeisl c'è una stanza segreta chiamata "Mark-Twain-Zimmer". Sotto strati di vernice, le pareti sono coperte dalle firme autentiche e spettrali di personaggi defunti che hanno mangiato qui: Beethoven, Mozart, Wagner e Mark Twain.
⚖️ Vero o Falso?: La storia di Augustin è una fiaba. VERO E FALSO. I registri parrocchiali del 1679 confermano l'esistenza di un suonatore ambulante di nome Markus Augustin sopravvissuto all'epidemia. Il mito si è solo ingigantito col tempo.
🤫 Il Segreto del Local: Le cantine del Griechenbeisl sono collegate al sistema catacombale medievale di Vienna. Durante la Seconda Guerra Mondiale, queste antiche fosse di peste furono ripulite e usate come bunker antiaerei.
☕ Pit Stop: Niente di meglio che bere una Schnaps (grappa austriaca) per disinfettarsi lo stomaco, esattamente come fece Augustin per sopravvivere alla peste.

📍 Tappa 2: Votivkirche, la chiesa costruita sul sangue (45 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram 1 fino a Schottentor. Ti troverai davanti alla 📍Votivkirche , uno spettacolare capolavoro neogotico in pietra bianca. Ha guglie che trafiggono il cielo come aghi, ma la ragione per cui fu costruita è intrisa di sangue e violenza.
💡 Curiosità: Il 18 febbraio 1853, l'Imperatore Francesco Giuseppe passeggiava qui quando un sarto ungherese, János Libényi, gli saltò addosso conficcandogli un coltello da cucina nel collo per assassinarlo. L'Imperatore si salvò solo perché la lama scivolò sul colletto di metallo della sua divisa. La chiesa fu costruita esattamente sul punto in cui colò il suo sangue, per ringraziare Dio della sopravvivenza.
👣 Opzione/Attività: Entra nella chiesa. La luce che filtra dalle vetrate immense è gelida. Cerca la "Candela di Barbara" (Barbarakerze), un cero gigantesco alto 4 metri e pesante 264 chili, decorato con scene di lutto, che richiese anni per essere fuso.
📸 Foto instagrammabili: Usa il grandangolo dal prato antistante. Le due guglie gemelle nere di inquinamento alla base, ma bianchissime in cima, sembrano due lame affilate. Un'architettura aggressiva e magnifica, in perfetto stile "Castello di Dracula".
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Te Deum di Anton Bruckner. Venne composto e suonato a Vienna e ha l'energia spaventosa e trionfale della salvezza divina dalla morte.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: L'interno di questa chiesa è perennemente freddo, persino in agosto. Si percepisce l'odore dell'incenso stantio, del gesso umido e un'eco prolungata e inquietante ad ogni passo.
⏳ La Macchina del Tempo: 18 Febbraio 1853. L'Imperatore si tiene il collo da cui sprizza sangue. La folla urla. La guardia del corpo, il macellaio Ettenreich, atterra l'assassino e lo riempie di pugni. In pochi giorni, Libényi sarà condannato all'impiccagione e il suo corpo verrà lasciato a marcire fuori città.
🗣️ La Pillola Viennese: Attentat. Gli attentati erano il terrore della dinastia asburgica. Questa chiesa è il simbolo di come la famiglia imperiale rispondesse al terrore non con la vendetta militare, ma costruendo monumenti titanici per ribadire il proprio "diritto divino".
🎬 Vienna su Pellicola: Le guglie e le vetrate oscure della Votivkirche sono il set naturale per qualsiasi scena di esorcismo o per thriller religiosi come Il Codice da Vinci.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il monumento al conte Niklas von Salm (dentro la chiesa). È il generale che difese Vienna dai Turchi nel 1529. Il suo sarcofago rinascimentale è scolpito in modo così realistico che le ossa e la pelle tesa del teschio del cadavere sembrano uscire dalla pietra.
⚖️ Vero o Falso?: L'assassino usò un coltello speciale. FALSO. Usò un banalissimo coltello da cucina comprato al mercato. La sua inesperienza fu l'unica cosa a salvare la vita dell'Imperatore.
🤫 Il Segreto del Local: La chiesa è costantemente in restauro da 20 anni a causa della pietra arenaria troppo friabile. Spesso si staccano frammenti di gargoyle. I locali evitano di camminare troppo vicini ai muri per paura che un pezzo di storia macabra gli cada in testa!
☕ Pit Stop: Vai al Café Stein poco distante. Bevi un tè nero bollente e guarda la chiesa gotica dalle grandi vetrate del bar, al sicuro dall'ombra fredda.

📍 Tappa 3: HGM e l'Auto dell'Apocalisse (60 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram verso il 3° Distretto per entrare all' 📍Heeresgeschichtliches Museum (HGM) (Museo di Storia Militare). Dirigiti subito alla sala di Sarajevo. Qui è esposta la "Morte Nera" del Novecento: l'automobile originale Gräf & Stift in cui viaggiava l'Arciduca Francesco Ferdinando quando fu assassinato il 28 giugno 1914.
💡 Curiosità: Non c'è nulla di più macabramente consequenziale al mondo. Quel singolo proiettile scatenò la Prima Guerra Mondiale, portando a 20 milioni di morti. Accanto all'auto c'è la divisa azzurra dell'Arciduca. Se guardi da vicino, vedrai i lembi della giacca tagliati brutalmente dai medici e le estese macchie scure del suo sangue, ormai essiccato da oltre un secolo.
👣 Opzione/Attività: Osserva il foro di proiettile vero e proprio sulla carrozzeria dell'auto, vicino alla portiera posteriore. Poi guarda la "chaise longue" in pelle verde su cui l'Arciduca fu disteso per morire dissanguato. È un pugno nello stomaco alla storia.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i dettagli strazianti: le piume di struzzo verdi dell'elmo dell'Arciduca, perfettamente conservate ma leggermente storte, e la targa dell'auto (A118), che per molti nasconde una profezia numerica della fine della guerra (Armistice 11/11/18).
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Sinfonia n. 9 (Primo Movimento) di Gustav Mahler. Piena di presagi di morte, suoni cupi e ritmi che ricordano un battito cardiaco irregolare che si spegne.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: La sala del museo è asettica e monumentale, odora di metallo lucidato, olio di fucile e cera. L'atmosfera è incredibilmente tesa; i visitatori tendono a bisbigliare involontariamente davanti a questa reliquia.
⏳ La Macchina del Tempo: Giugno 1914. L'attentatore Gavrilo Princip mangia un panino. L'auto imperiale sbaglia incredibilmente strada, frena, e si ferma esattamente davanti a lui, a un metro di distanza. Princip alza la pistola. Due spari. La fine di un'era. E quelle macchie di sangue si fissano per sempre sulla divisa che stai guardando.
🗣️ La Pillola Viennese: Blutiger Rock. L'"Abito insanguinato". Nonostante la morbilità, i musei austriaci hanno una politica severissima di conservazione delle prove del trauma storico. Nessuna macchia è mai stata lavata via, a imperitura memoria.
🎬 Vienna su Pellicola: Guardare questa vettura evoca inevitabilmente le scene in bianco e nero rallentate e polverose di documentari storici sull'attentato, come Apocalypse: World War I.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il corsetto che indossava la moglie, la Duchessa Sophie (assassinata insieme a lui). C'è una piccola rosellina di seta sul petto. È forata dal proiettile, e la seta attorno è cristallizzata e rigida a causa dell'emorragia.
⚖️ Vero o Falso?: L'auto era maledetta e tutti i successivi proprietari morirono. FALSO. È una famosa leggenda metropolitana nata negli anni '50. Dopo l'attentato, l'auto fu confiscata dallo Stato e non fu mai più guidata da nessuno.
🤫 Il Segreto del Local: Dietro il museo c'è un prato con vecchi carri armati arrugginiti abbandonati. La natura ci sta crescendo sopra, un memento mori di come il metallo della guerra alla fine venga sempre sconfitto dal tempo.
☕ Pit Stop: Non fermarti. Questo luogo ti lascia addosso un senso di oppressione che richiede aria fresca. Prendi il bus verso il 10° Distretto.

📍 Tappa 4: Spinnerin am Kreuz, la collina dei corvi (30 min)

👀 Cosa vedere: Raggiungi la Triester Straße (10° Distretto) per vedere la 📍Spinnerin am Kreuz (La filatrice alla croce). Oggi è un pinnacolo gotico alto 16 metri in mezzo a un caotico incrocio cittadino. Ma dal 1319 al 1747, questa collina fu la principale "Galgengrund" (Piazza del patibolo) di Vienna.
💡 Curiosità: Essendo in cima a una collina fuori dalle mura cittadine, i criminali impiccati o condannati al supplizio della ruota ("Rädern") venivano lasciati qui appesi a marcire per mesi in gabbie di ferro. Era un avvertimento visivo per chiunque arrivasse a Vienna da sud: "Se rubi, farai questa fine".
👣 Opzione/Attività: Mettiti ai piedi della colonna di pietra annerita dallo smog. Guardati intorno. Chiudi fuori il rumore delle auto e immagina la distesa di campi desolati, i pali di legno, le forche e gli enormi stormi di corvi neri che abitavano in pianta stabile questa collina.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i dettagli dei macabri gargoyle e delle facce urlanti scolpite in cima alla colonna gotica, isolati contro un cielo grigio o nuvoloso, ignorando il traffico sottostante.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Ghiribizzi per Chitarra (Capriccio macabro) di Paganini. Suoni acuti, spigolosi e taglienti come le grida dei condannati e dei corvi.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Il rumore incessante delle automobili della vicina autostrada crea oggi un rombo costante. Stranamente, enfatizza l'alienazione di questo monumento di morte isolato e dimenticato nel caos moderno.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1618. Un ladro viennese condannato viene trascinato fin quassù. Il boia solleva la pesante ruota di carro bordata di ferro per spezzargli le ossa. La folla venuta dal centro mangia noci e guarda l'esecuzione come fosse un'opera teatrale.
🗣️ La Pillola Viennese: Galgenvogel. Letteralmente "Uccello del patibolo" (furfante). Un termine ancora oggi usato in Austria per definire un ragazzino che combina guai, la cui origine si rifà agli uccelli saprofagi che beccavano i cadaveri proprio su questa collina.
🎬 Vienna su Pellicola: L'immagine di un patibolo gotico battuto dal vento ricorda la tetra location dell'impiccagione nei primissimi minuti del film Pirati dei Caraibi - Ai confini del mondo.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca i segni di proiettile sulla pietra della colonna. Non sono medievali, ma derivano dai brutali combattimenti strada per strada tra sovietici e nazisti nel 1945. La morte ha continuato a bussare a questo monumento.
⚖️ Vero o Falso?: Prende il nome da una donna che filava (Spinnerin) aspettando il marito crociato. FALSO. È una favola romantica inventata nell'800. Il nome probabilmente deriva da "Spinnen" (ragnatele) o da antiche forme della croce, ma fu cambiato per mascherare il sanguinario passato del luogo.
🤫 Il Segreto del Local: Poco distante (Wienerberg) c'è l'antico cimitero evangelico di Matzleinsdorf. Nascosto lì, troverai un museo segreto dei riscaldatori... perché il terreno della zona era così argilloso che le bare tendevano a riemergere col ghiaccio!
☕ Pit Stop: Nessun pit stop elegante qui. Afferra uno snack veloce in una stazione di servizio e preparati al viaggio verso l'Olimpo della morte viennese: il Museo Funebre.

📍 Tappa 5: Bestattungsmuseum, l'industria della fine (60 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram 71 o 11 e scendi al Zentralfriedhof (Il Cimitero Centrale, 11° Distretto). Sotto l'edificio principale si nasconde il 📍Bestattungsmuseum (Museo delle Pompe Funebri). È l'unico museo al mondo che documenta ossessivamente e scientificamente come la società abbia gestito la fobia della morte negli ultimi 300 anni.
💡 Curiosità: La fobia più grande dell'epoca vittoriana era la Tafofobia (la paura di essere sepolti vivi). Qui troverai in mostra il celebre "Rettungswecker" (Allarme di Salvataggio): un congegno legato al dito del morto che, in caso di risveglio nella bara sottomarino, faceva suonare una campana nel cimitero!
👣 Opzione/Attività: Osserva da vicino la Klappsarg (La bara a ribalta) ordinata dall'Imperatore Giuseppe II. Una singola cassa di legno con un fondo apribile a leva: il corpo cadeva nella fossa comune e la bara veniva riusata per il morto successivo (è la bara che fu usata per gettare via Mozart!).
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i vecchi carri funebri neri tirati a lucido, con finiture in oro zecchino e piume nere di struzzo. Sembrano carrozze spettrali pronte per portare Dracula al ballo.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Introitus (Requiem) di W.A. Mozart. I corni scuri e solenni riflettono la pomposità austera dei funerali di prima classe viennesi ("Eine schöne Leich").
🌬️ Dettaglio Sensoriale: L'ambiente del museo è moderno, illuminato da led viola, ma i manufatti emanano l'odore della cera funebre d'epoca, velluto vecchio e legno stagionato di quercia. Il ronzio delle macchine di ventilazione sotterranee accompagna tutto.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1890. Un becchino di classe I di Vienna si veste. Indossa la feluca nera con le piume, il mantello spagnolo nero bordato d'argento e impugna una lanterna da lutto. Sta andando a inscenare uno spettacolo teatrale: il funerale di un ricco borghese, progettato per far invidia ai vivi.
🗣️ La Pillola Viennese: Sargprobesitzen. Provare la bara! A Vienna la morte è una faccenda così seria che, storicamente, si potevano "provare" le bare in showroom prima di comprarle per assicurarsi che fossero confortevoli per l'eternità.
🎬 Vienna su Pellicola: L'humour nero del museo e gli eleganti becchini baffuti sembrano i protagonisti del cult movie surreale The Grand Budapest Hotel (di Wes Anderson), se questo fosse stato girato in un obitorio.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca i coltelli "Pugnale da Cuore" (Herzstich-Messer). Alcuni viennesi erano così terrorizzati dal risveglio sotterraneo che lasciavano testamento al medico perché affondasse questo speciale coltello nel loro cuore *dopo* la morte clinica per essere certi al 100%.
⚖️ Vero o Falso?: Il museo vende giocattoli macabri. VERO! E sono richiestissimi. Nello shop del museo puoi comprare dei set di LEGO non ufficiali che riproducono bare, becchini, forni crematori e carri funebri per spiegare la morte ai bambini. Assolutamente grottesco e geniale.
🤫 Il Segreto del Local: C'è un distributore automatico vicino all'uscita che non vende bibite, ma candele funebri di varie dimensioni, rosari di plastica e santini, disponibile 24/7 per i luttatori notturni.
☕ Pit Stop: Al Zentralfriedhof c'è la pasticceria Kurkonditorei Oberlaa. Come sanno tutti a Vienna, niente guarisce la depressione esistenziale come una fetta di Punschkrapfen rosa al rum.

📍 Tappa 6: Memoriale Am Spiegelgrund, il padiglione degli orrori (45 min)

👀 Cosa vedere: L'ultima tappa richiede un viaggio verso le colline del 14° Distretto, all' 📍Otto Wagner Spital (Baumgartner Höhe). Cammina fino al Padiglione 15. Questo complesso ospedaliero in stile liberty ospita il memoriale di Am Spiegelgrund. Qui, l'orrore non è leggenda: tra il 1940 e il 1945, quasi 800 bambini disabili, considerati "indegni di vivere" dal regime nazista, furono assassinati qui.
💡 Curiosità: I bambini venivano avvelenati lentamente dai medici (spesso con farmaci nel cibo) o lasciati morire di polmonite al freddo. La cosa più raccapricciante? I medici conservarono in barattoli i cervelli e il midollo spinale di questi bambini per farci "ricerca" per decenni dopo la fine della guerra. I resti sono stati finalmente sepolti in una tomba d'onore solo nel 2002.
👣 Opzione/Attività: Cammina lungo i 789 pali di luce (Mahnmal) installati nel prato davanti al padiglione. Ogni palo luminoso rappresenta un bambino assassinato. È un luogo di silenzio tombale e di riflessione schiacciante sulla banalità del male.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i pali luminosi che si accendono all'imbrunire tra l'erba verde, contrastando con l'architettura psichiatrica modernista e fredda dei padiglioni di mattoni e tegole azzurre sullo sfondo.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Spiegel im Spiegel (Specchio nello specchio) di Arvo Pärt. Un brano di pianoforte e violoncello straziantemente lento, nudo e triste, che fa letteralmente piangere l'anima.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Questa zona si trova ai margini del Bosco Viennese, quindi tira sempre un vento gelido che fa muovere l'erba alta. Il fruscio del vento attorno ai pali del memoriale crea un sussurro costante.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1942. L'infermiera somministra l'ennesimo barbiturico a un bambino. Fuori fa freddo. I genitori credono che il figlio sia in una clinica per essere curato. I medici firmano un certificato di morte falso ("polmonite") e il medico primario Heinrich Gross inserisce i cervelli nella sua collezione. L'umanità ha toccato il fondo.
🗣️ La Pillola Viennese: Euthanasie-Verbrechen (Crimini di eutanasia). L'Austria ha impiegato decenni a fare i conti con questo passato. Il medico Heinrich Gross continuò a lavorare come stimato perito psichiatrico per i tribunali viennesi fino alla fine degli anni '90, scatenando un immenso scandalo quando la verità venne a galla.
🎬 Vienna su Pellicola: Le terribili atrocità e il clima clinico gelido e spietato delle istituzioni psichiatriche negli anni '40 ricordano crudi drammi storici come Il bambino con il pigiama a righe o Amen.
🔎 Caccia al Dettaglio: Sulla facciata della chiesa di Otto Wagner (che domina l'intero ospedale e si vede dal memoriale), guarda le sculture degli angeli: hanno la testa china. Secondo un aneddoto triste, gli angeli piangono proprio per i bambini che giacciono nei padiglioni sottostanti.
⚖️ Vero o Falso?: Il padiglione è chiuso al pubblico. VERO E FALSO. Il Padiglione 15 ospita oggi un'esposizione permanente sulla storia dell'eutanasia nazista. Gli orari sono ristretti (spesso solo venerdì/sabato o su richiesta), ma il memoriale luminoso all'aperto è sempre visitabile.
🤫 Il Segreto del Local: Poco sopra il memoriale c'è il cimitero dell'ospedale (Spitalsfriedhof). È parzialmente coperto dalla foresta. Lì riposano in tombe anonime molti dei pazienti adulti (migliaia) uccisi dallo stesso programma di "igiene razziale" di cui si parla troppo poco.
☕ Pit Stop: Per tornare emotivamente alla normalità, esci dal complesso e vai alla vicina Schutzhaus am Ameisbach. Un bicchiere di Sturm (il vino giovane autunnale) in mezzo al frastuono allegro dei viennesi vivi ti aiuterà a scrollarti di dosso il peso della storia.
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