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Itinerari » Macabri » Cenere ed ossa rogo furti di teschi e superstizione

Tour Cenere-ed-Ossa-Rogo-Furti-di-Teschi-e-Superstizione

Questo itinerario, intitolato "Cenere e Ossa: Rogo, Furti di Teschi e Superstizione", ti guida attraverso i luoghi in cui la follia umana e l'ossessione per la morte hanno lasciato tracce indelebili. Scoprirai mostri pietrificati, librerie inaccessibili, i resti profanati dei più grandi geni della musica e le sponde del fiume dove ardevano i roghi dell'Inquisizione.

  • 📍 Punto di partenza: Schönlaterngasse (1° Distretto)
  • 🏁 Punto di arrivo: Schubertpark / Währing (18° Distretto)
  • ⏱️ Durata: Circa 4.5 ore (Tour misto: le prime tre tappe sono esplorabili a piedi nel centro storico, le ultime richiedono spostamenti in tram/metro verso i distretti 3, 9 e 18)

📍 Tappa 1: Schönlaterngasse, lo sguardo che uccide (30 min)

👀 Cosa vedere: Inizia in uno dei vicoli curvi più antichi di Vienna. Fermati al civico 7, la 📍Basiliskenhaus (Casa del Basilisco). Guarda in alto sulla facciata: incastrata in una nicchia c'è la scultura di pietra di un mostro grottesco, un ibrido tra un gallo, un rospo e un serpente.
💡 Curiosità: Anno 1212. Un garzone di panetteria si calò nel pozzo di questa casa e trovò un Basilisco. La leggenda narra che questo demone, nato da un uovo di gallo covato da un rospo, potesse uccidere chiunque incrociasse il suo sguardo e che il suo alito velenoso causasse la peste. Il garzone lo uccise calando un grande specchio nel pozzo, costringendo il mostro a guardare se stesso fino a pietrificarsi.
👣 Opzione/Attività: Entra nel cortile o sbircia attraverso i cancelli di questi antichi edifici. Sotto i tuoi piedi c'è una fitta rete di cantine su tre livelli, anticamente usate per scappare durante gli assedi e... per nascondere i cadaveri durante le epidemie.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa la nicchia con il Basilisco, isolando il mostro contro il muro scrostato. L'iscrizione originale del '200 sotto la statua aggiunge un tocco da "romanzo gotico" perfetto.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Una notte sul Monte Calvo di Modest Musorgskij. Turbolenta, grottesca e fiabesca, evoca l'immagine di demoni e superstizioni medievali.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: In questo vicolo stretto, il vento sibila in modo strano tra i tetti spioventi. L'odore delle antiche cucine delle taverne (come il vicino Bastei Beisl) si mescola all'umidità perenne dei muri in pietra.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1348. La "Morte Nera" colpisce Vienna. I medici non capiscono i batteri. La gente, terrorizzata, crede davvero ai Basilischi nascosti nelle fogne. Uomini disperati si aggirano di notte per i vicoli lanciando specchi nei pozzi per fermare l'epidemia, mentre la gente muore soffocata.
🗣️ La Pillola Viennese: Schreckgespenst (Spettro/Spauracchio). Il Basilisco è lo Schreckgespenst viennese per eccellenza: la trasfigurazione mostruosa e fisica della paura invisibile della malattia.
🎬 Vienna su Pellicola: Le atmosfere fiabesche e oscure di questo mostro pietrificato richiamano le scene de Il Labirinto del Fauno di Guillermo del Toro o i sotterranei di Harry Potter e la Camera dei Segreti.
🔎 Caccia al Dettaglio: Poco distante dal Basilisco c'è la "Schöne Laterne" (La Bella Lanterna), che dà il nome alla via. Guardala di notte: la sua luce fioca e tremolante a gas era l'unica cosa che impediva ai passanti del '700 di essere derubati o assassinati nel buio.
⚖️ Vero o Falso?: La statua è il vero mostro pietrificato. FALSO. Nel 1932 un'analisi rivelò che la statua è composta da arenaria formata misteriosamente in una forma che ricorda un mostro. Tuttavia, il pozzo originale del 1200 è ancora lì, sotto le fondamenta!
🤫 Il Segreto del Local: Accanto alla Casa del Basilisco c'è l'Alte Schmiede (L'antica fucina). Oggi è un centro culturale, ma se entri potrai vedere i giganteschi e antichi forni in mattoni anneriti e gli strumenti di tortura... ehm, da fabbro originali appesi ai muri.
☕ Pit Stop: Per calmare i nervi, siediti nella vicina Kaffee Alt Wien, un locale leggendario con le pareti completamente tappezzate di poster di teatro sbiaditi, atmosfera fumosa e ottima birra scura.

📍 Tappa 2: Judenplatz, il bunker della cenere (45 min)

👀 Cosa vedere: Cammina fino a 📍Judenplatz . Al centro della piazza sorge uno dei memoriali più pesanti d'Europa: il Monumento alle vittime ebree austriache della Shoah (di Rachel Whiteread). È un blocco di cemento bianco, raffigurante una biblioteca impenetrabile dove i libri hanno il dorso rivolto verso l'interno e le porte non hanno maniglie.
💡 Curiosità: La macabra coincidenza di questo luogo è agghiacciante. Il memoriale nazista sorge esattamente (e volutamente) sopra le rovine sotterranee della Sinagoga Or-Sarua. Nel 1421 (la Wiener Gesera), i cristiani bruciarono al rogo centinaia di ebrei viennesi. Chi non fu bruciato, si suicidò collettivamente proprio dentro quella sinagoga sepolta per evitare il massacro.
👣 Opzione/Attività: Entra nel Museum Judenplatz e scendi nel sottosuolo. Potrai camminare tra le fondamenta annerite della sinagoga medievale del 1421. I segni degli incendi e le ceneri di secoli fa sono ancora visibili sulla pietra.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i nomi scolpiti sulla base del memoriale di cemento. Sono i nomi dei campi di sterminio (Auschwitz, Mauthausen, Treblinka...). L'ombra del cubo bianco sulle pietre quadrate della piazza evoca un senso di vuoto incolmabile.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Kol Nidrei di Max Bruch. Una composizione struggente, profonda e meditativa per violoncello, radicata nella melodia tradizionale della preghiera ebraica.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Tocca le pareti del memoriale di Rachel Whiteread. Il cemento armato è liscio ma innaturalmente freddo, persino d'estate. L'isolamento visivo e tattile del cubo trasmette un senso di asfissia e prigionia.
⏳ La Macchina del Tempo: 12 Marzo 1421. Il duca Alberto V ordina l'annientamento del ghetto ebraico. Fumo e fiamme oscurano questa stessa piazza. Sotto di te, il rabbino Jonah decide di uccidere i propri congregati e poi se stesso per sottrarli alle torture dell'Inquisizione. Cinquecento anni dopo, la storia si ripeterà su scala industriale.
🗣️ La Pillola Viennese: Namenlose Bibliothek (La libreria senza nome). I libri con i dorsi illeggibili del memoriale rappresentano le innumerevoli storie e vite austriache che sono state bruciate, chiuse e perdute per sempre, senza lasciare traccia.
🎬 Vienna su Pellicola: Il senso di memoria negata e di oppressione silenziosa di questo monolite ricorda le sequenze più riflessive e dolorose di Schindler's List.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il bassorilievo sulla facciata del palazzo gotico "Haus zum Großen Jordan" (Judenplatz 2). Raffigura il battesimo di Gesù, ma l'iscrizione latina sotto di esso fu messa lì dai persecutori del 1421, celebrando con orgoglio "le fiamme che hanno purificato la città dai cani ebrei". (La targa è stata mantenuta come monito storico).
⚖️ Vero o Falso?: Il memoriale contiene vere ceneri umane. FALSO. Non ci sono resti fisici moderni nel cubo. Il vuoto all'interno della scultura è concettuale: simboleggia ciò che manca alla città di Vienna dopo lo sterminio.
🤫 Il Segreto del Local: Guarda le porte chiuse del memoriale. Manca completamente non solo la maniglia, ma anche i cardini. È la rappresentazione del "Non c'è via d'uscita". Nessuno può entrare, nessuno può scappare.
☕ Pit Stop: Allontanati dalla piazza scendendo verso il canale per far respirare la mente in vista delle prossime tappe storiche urbane.

📍 Tappa 3: Morzinplatz, il vuoto del terrore (30 min)

👀 Cosa vedere: Cammina fino a 📍Morzinplatz , vicino al Canale del Danubio. È una piazza apparentemente banale, uno slargo urbano bruttino e asettico. Ma c'è un motivo se qui c'è solo il vuoto. Al centro troverai un blocco di granito scuro sormontato da una croce di filo spinato e pietre in bronzo: il Memoriale dell'Hotel Métropole.
💡 Curiosità: Fino al 1938 qui sorgeva l'Hotel Métropole, uno degli alberghi più lussuosi d'Europa. Poi arrivarono i nazisti e lo trasformarono nel Quartier Generale della Gestapo di Vienna. Nelle sue cantine, oltre 50.000 austriaci furono interrogati, seviziati, torturati e uccisi in soli sette anni. Dopo la guerra, l'edificio maledetto fu completamente raso al suolo; si decise che niente sarebbe mai più stato costruito su quel suolo infetto.
👣 Opzione/Attività: Leggi l'iscrizione sulla pietra, che recita "Qui sorgeva la casa della Gestapo". Soffermati sul triangolo rosso incastonato nel bronzo: è il simbolo che i prigionieri politici dovevano cucire sulle loro divise nei campi di concentramento.
📸 Foto instagrammabili: Usa il bianco e nero. Fotografa le aspre spine di bronzo del memoriale che si stagliano in primo piano, con le automobili e i semafori moderni sfuocati dietro. È l'eterno scorrere della vita sopra la morte.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Threnody to the Victims of Hiroshima di Krzysztof Penderecki. Una colonna sonora fatta di archi dissonanti, stridenti e terrificanti, che evoca pura angoscia.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Il rumore incessante dei tram e delle auto sul Franz-Josefs-Kai è assordante. Questa cacofonia urbana maschera le grida che echeggiavano insonorizzate in queste cantine ottant'anni fa. Il contrasto è disturbante.
⏳ La Macchina del Tempo: Inverno 1941. Una camionetta nera si ferma nel cortile interno del lussuoso ex-hotel. Un dissidente viennese viene trascinato giù per le scale di marmo e scompare nei sotterranei, diventando un numero nei registri della Polizia Segreta. Non rivedrà mai più la luce del sole sul Danubio.
🗣️ La Pillola Viennese: Schutzhaft (Custodia cautelare). Era l'eufemismo burocratico usato dalla Gestapo per far "sparire" legalmente le persone nelle segrete di questo edificio, senza alcun processo o registrazione ufficiale.
🎬 Vienna su Pellicola: Le lugubri celle della Gestapo a Vienna e gli interrogatori sotto i riflettori accecanti appaiono in molti film storici sul periodo, come Il falsario - Operazione Bernhard.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il monumento più piccolo, vicino al suolo. Sono le pietre del memoriale dedicato alle minoranze Rom e Sinti, spesso dimenticate, che furono radunate e smistate proprio da questi uffici verso i campi di sterminio.
⚖️ Vero o Falso?: L'hotel fu distrutto dai bombardamenti alleati. VERO E FALSO. L'Hotel Métropole prese fuoco e fu danneggiato durante i bombardamenti del 1945. Ma la sua totale cancellazione fu una decisione politica austriaca del dopoguerra: demolire fisicamente il luogo per "dimenticare" il trauma e l'infamia.
🤫 Il Segreto del Local: Poco lontano c'è il canale "Donaukanal". Durante gli anni del terrore, molti viennesi disperati, sapendo di essere sulla lista della Gestapo, si gettarono in queste acque nere dal vicino ponte di Salztor piuttosto che affrontare gli interrogatori di Morzinplatz.
☕ Pit Stop: Cammina lungo il Donaukanal. Prenditi una tazza di caffè caldo da asporto e guardare l'acqua che scorre via, simbolo di purificazione.

📍 Tappa 4: Gänseweide, la riva del fuoco (45 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram 1 fino a 📍Radetzkyplatz , nel 3° Distretto (Weissgerberlände). Sei sulle rive alberate del Canale del Danubio. Oggi le persone ci fanno jogging e vanno in bicicletta. Fino alla fine del 1700, questa area si chiamava Gänseweide (Il pascolo delle oche) ed era il rogo pubblico principale di Vienna per streghe, eretici e anabattisti.
💡 Curiosità: Fu esattamente su questa sponda d'erba che, il 27 settembre 1583, l'Inquisizione bruciò viva la settantenne Elisabeth Plainacher. Fu l'unica e ultima persona giustiziata ufficialmente per stregoneria nella città di Vienna. Era accusata di aver lanciato maledizioni e causato possessioni demoniache. L'Inquisitore imperiale Georg Scherer pronunciò l'omelia davanti a 10.000 persone inferocite accorse per vedere lo spettacolo.
👣 Opzione/Attività: Cammina vicino all'acqua nel punto incrociato con l'Hetzgasse. Osserva la terra sotto gli alberi. Pensa che per secoli le ceneri umane venivano lasciate volare via nel fiume o si mischiavano col fango calpestato dalle oche. Un luogo di idillio che nasconde omicidi di stato.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa l'erba verde del lungofiume al tramonto, includendo i riflessi caldi sull'acqua. La luce arancione del crepuscolo farà sembrare l'orizzonte come se la città fosse lambita dal fuoco.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Symphonie des Incantations o i canti cupi di un coro gregoriano oscuro. Ritmi di tamburi tribali che ricordano i passi verso il palo.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Chiudi gli occhi. L'umidità del fiume e l'odore della corteccia dei platani bagnati dovrebbero essere rassicuranti. Sforzati di immaginare il crepitio infernale del legno resinoso, le urla e il puzzo denso di carne bruciata che sovrastava l'intera zona est di Vienna.
⏳ La Macchina del Tempo: Anno 1528. Non ci sono streghe oggi. Tocca al riformatore Balthasar Hubmaier. Viene portato qui, legato al palo. Sua moglie, che ha implorato la sua grazia invano, tre giorni dopo verrà gettata viva in questo stesso canale con una pietra legata al collo. I carnefici lavano le mani nell'acqua e tornano a bere in taverna.
🗣️ La Pillola Viennese: Hexenwahn (La follia delle streghe). Vienna fu fortunatamente meno colpita di altre città europee dai roghi. I viennesi storicamente erano più propensi a decapitare o impiccare. Il rogo era riservato solo ai casi più "scandalosi" di eresia estrema.
🎬 Vienna su Pellicola: Le esecuzioni in luoghi sterrati e fangosi lungo fiumi grigi ricordano le agghiaccianti sequenze del rogo di Giovanna d'Arco in film come Il mistero di Sleepy Hollow o i classici thriller medievali.
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca il nome della via vicina: Hetzgasse. Deriva dal tedesco "Hetze" (Caccia/Istigazione) o "Hetztheater" (Teatro delle belve). Poco distante da qui, nell'800, la gente andava a vedere animali selvatici squartarsi a vicenda per divertimento domenicale. Sangue chiama sangue.
⚖️ Vero o Falso?: Elisabeth Plainacher confessò di essere una strega. VERO (ma a che prezzo?). Confessò solo dopo tre sessioni brutali di tortura sul cavalletto e slogamento delle spalle nei sotterranei, cedendo al dolore estremo come quasi tutte le vittime dell'Inquisizione.
🤫 Il Segreto del Local: Non ci sono lapidi commemorative per la Plainacher qui alla Gänseweide (molti vogliono dimenticare), ma se vai nel 22° distretto periferico troverai una strada modernissima a lei intitolata: la "Plainachergasse", una magra consolazione per l'innocenza rubata.
☕ Pit Stop: Allontanati dalle rive dei roghi e vai al Café Kunsthaus (di Friedensreich Hundertwasser) per rilassarti tra pavimenti storti, mosaici colorati e un'estetica che celebra la vita irregolare.

📍 Tappa 5: Schwarzspanierhaus, l'autopsia del genio (45 min)

👀 Cosa vedere: Prendi la metro fino al 9° distretto (Alsergrund) in Schwarzspanierstraße 15. Qui, prima di essere demolito e sostituito da un palazzo moderno, sorgeva lo 📍Schwarzspanierhaus (La Casa degli Spagnoli Neri). È in una stanza di questo luogo che, il 26 marzo 1827, Ludwig van Beethoven morì durante un violento temporale. E soprattutto, è qui che il suo corpo fu orrendamente profanato dalla medicina.
💡 Curiosità: Il giorno dopo la sua morte, in questa casa, fu eseguita un'autopsia brutale. Il cranio di Beethoven fu letteralmente segato a metà per studiare l'origine della sua sordità. L'anatomista Johann Wagner asportò l'orecchio interno del compositore e i suoi ossicini acustici, che poi vennero rubati (o persi). Le sue ossa temporali sparirono misteriosamente e il fegato fu trovato indurito come il marmo.
👣 Opzione/Attività: Trova la targa commemorativa sulla facciata dell'edificio attuale. Immagina il letto di legno, i candelabri accesi, le sanguisughe usate dai medici per il salasso, i bisturi di acciaio carbonio e il rumore della sega chirurgica che profanava la mente che aveva creato la Sinfonia n. 9.
📸 Foto instagrammabili: Usa un filtro anticato e fotografa la targa marmorea di Beethoven incastonata nel muro, isolandola dall'edificio moderno. La sensazione di un pezzo di storia macabra incollato sul presente è forte.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Sonata per pianoforte n. 14 "Al chiaro di luna" (Primo movimento). Suonata lentamente, è considerata la marcia funebre perfetta.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: I resoconti dell'autopsia descrivono la stanza satura dell'odore opprimente di incenso, mirra, formalina chirurgica e canfora, usati disperatamente per coprire l'odore del fegato cirrotico e dei polmoni collassati del musicista.
⏳ La Macchina del Tempo: 26 Marzo 1827. Ore 17:45. Un lampo abbaglia la finestra, seguito da un tuono assordante. Il compositore sordo, in coma epatico, si sveglia, stringe il pugno nell'aria come per minacciare il cielo un'ultima volta, e cade morto sul cuscino. Tre giorni dopo, i suoi capelli verranno strappati a mazzi dai "cacciatori di reliquie" prima di chiudere la bara.
🗣️ La Pillola Viennese: Schädelkult (Il culto dei teschi). Nell'Ottocento austriaco, il feticismo medico per i teschi dei geni era all'apice. Rubare parti del corpo di musicisti o filosofi defunti per studiare la frenologia (le bozze del cranio) era una pratica tanto illegale quanto diffusissima.
🎬 Vienna su Pellicola: Le autopsie ottocentesche a lume di candela e le asportazioni di organi rievocano l'estetica clinica e raccapricciante del film Frankenstein di Mary Shelley (1994).
🔎 Caccia al Dettaglio: Cerca su internet le "Reliquie di Romeo Seligmann" (un medico viennese amico di Beethoven). Anni dopo l'autopsia, si scoprì che tre pezzi veri e solidi del cranio di Beethoven (grandi come monete) erano rimasti sul tavolo operatorio e circolavano segretamente tra i medici in tasche di velluto. (Oggi si trovano all'Università di Medicina).
⚖️ Vero o Falso?: A Beethoven fu rubato il cervello. VERO. Durante l'autopsia, il suo cervello fu rimosso e pesato. Durante i numerosi trasferimenti storici dei suoi resti, il cervello si ridusse in polvere o andò perduto tra i barattoli dei patologi viennesi!
🤫 Il Segreto del Local: Poco distante da qui c'è l'Istituto di Anatomia di Vienna (Währinger Straße). Ancora oggi custodisce centinaia di barattoli inquietanti nei suoi depositi chiusi. I medici rubavano fegati, polmoni e crani dai morti eccellenti della città e li portavano lì di notte.
☕ Pit Stop: Niente cibo, la curiosità scientifica macabra non si ferma. Riprendi il tram per seguire il cadavere mutilato del compositore verso la sua primissima e sventrata tomba.

📍 Tappa 6: Schubertpark, le tombe vuote (40 min)

👀 Cosa vedere: Prendi il tram 40 o 41 e arriva nel 18° Distretto (Währing). Quello che oggi è il 📍Schubertpark (un parco con bambini che giocano ad altalene e panchine ombreggiate) un tempo era il Währinger Ortsfriedhof (Cimitero Locale di Währing). Qui furono sepolti originariamente Beethoven e Franz Schubert. Oggi è un parco, tranne per un dettaglio: in un angolo, protette da cancellate di ferro, ci sono le loro tombe originali. Vuote.
💡 Curiosità: Nel 1863, decenni prima di essere spostati al Zentralfriedhof, i viennesi decisero di esumare i due compositori per "controllare le ossa". I cadaveri furono dissotterrati in questo parco, i loro scheletri lavati e ricomposti, e i medici ne approfittarono per scattare fotografie macabre ai teschi. Fu in quel momento che Romeo Seligmann staccò di nascosto dei frammenti dal cranio di Beethoven per portarseli a casa come souvenir macabro.
👣 Opzione/Attività: Cammina fino al fondo del parco dove sorge l'obelisco di Beethoven (con il simbolo dell'eternità) e il busto di Schubert. Appoggiati alle cancellate in ferro arrugginito che cingono le pietre. Sotto quella terra non c'è più nulla. Sono cenotafi di puro marmo che celebrano l'ossessione per il macabro.
📸 Foto instagrammabili: Fotografa i bambini che giocano o fanno picnic sui prati luminosi, inquadrando sullo sfondo oscuro, in ombra, i cancelli gotici delle tombe vuote. È un'allegoria visiva perfetta: la vita innocente che cammina ignara su un ex cimitero profanato.
🎵 Colonna Sonora Suggerita: Der Tod und das Mädchen (La morte e la fanciulla) di Franz Schubert. L'inquietante dialogo musicale tra la fine inevitabile e la giovinezza, ascoltato esattamente nel punto in cui il corpo di Schubert iniziò a decomporsi nel 1828.
🌬️ Dettaglio Sensoriale: Il rumore delle strade trafficate (Währinger Straße) si fonde con il cigolio metallico delle altalene vecchie. Qui l'odore dei tigli in fiore maschera il fatto che lo strato di terra sotto l'erba del parco nasconde ancora le ossa di centinaia di viennesi "comuni" che non sono mai stati traslati.
⏳ La Macchina del Tempo: 13 Ottobre 1863. I becchini di Währing aprono la bara di zinco. L'odore è spaventoso. I medici in cilindro sollevano i resti umidi e fradici dei vestiti funebri di Beethoven, lavano le ossa marroni in un catino d'acqua, e allineano le vertebre su un tavolo di legno in mezzo al cimitero per esaminarle sotto la luce del sole autunnale.
🗣️ La Pillola Viennese: Umbettung (Esumazione e ritrasferimento). Vienna ha passato metà dell'Ottocento a spostare cadaveri illustri dai cimiteri di periferia (abbandonati) al nuovo Cimitero Centrale, in uno strano balletto necrofilo per creare "l'Olimpo" dei morti.
🎬 Vienna su Pellicola: Scoperchiare bare sotto la pioggia e rubare ossa preziose nel cuore della notte ricorda le classiche avventure horror in stile I racconti della cripta o Il ladro di cadaveri (basato sulla storia di Burke & Hare).
🔎 Caccia al Dettaglio: Dietro le due tombe illustri, nascoste da cespugli, c'è un muretto incassato. Sono le vecchie pietre tombali Biedermeier originali del 1800, rimosse e appoggiate ai muri di cinta del parco come relitti storici senza più corpo da proteggere.
⚖️ Vero o Falso?: I compositori volevano essere sepolti qui. VERO. Schubert prima di morire, nel suo delirio di febbre tifoidea, supplicò suo fratello di essere sepolto "vicino a Beethoven". Il fratello obbedì e comprò il lotto adiacente. I viennesi, decenni dopo, rovinarono questo romantico desiderio spostandoli via.
🤫 Il Segreto del Local: Non solo Beethoven e Schubert. Se attraversi la strada in Währinger Park (un altro parco giochi poco distante), stai camminando sull'ex cimitero del General Hospital di Vienna. Sotto gli scivoli dei bambini riposano le ossa di migliaia di poveri, suicidi e malati mentali del Narrenturm. Nessuno ha mai rimosso i loro resti.
☕ Pit Stop: Concludi il tour uscendo dal parco e andando al vicino e vivace Kutschkermarkt. Ordina un bicchiere di vino bianco austriaco fresco, brinda all'eternità dell'arte e gioisci di non essere nato nell'Ottocento.
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