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Aprire un’attività gastronomica a Vienna può essere un’ottima opportunità, ma richiede il rispetto di precisi requisiti legali e organizzativi. Ecco i principali passi da considerare: Forma giuridica e registrazione dell’attività È possibile avviare l’attività come ditta individuale (Einzelunternehmen), OG, GmbH o altre forme societarie. L’impresa deve essere registrata al Registro delle Imprese (Firmenbuch) e presso l’Ufficio delle Imposte (Finanzamt). Licenza commerciale (Gewerbeberechtigung) Per la ristorazione è necessaria una licenza specifica nel settore gastronomico (Gastgewerbe). In genere, serve dimostrare qualifiche professionali nel settore (formazione o esperienza documentata). Chi non ha formazione gastronomica può comunque aprire assumendo un manager qualificato (gewerberechtlicher Geschäftsführer). Autorizzazioni sanitarie e igieniche I locali devono rispettare le norme igienico-sanitarie stabilite dall’MA 59 (Magistratisches Bezirksamt). Sono previsti controlli per la sicurezza alimentare, la conservazione e la manipolazione dei cibi. È obbligatorio un piano HACCP e la formazione del personale in materia di igiene. Norme edilizie e di sicurezza Il locale deve essere conforme alle normative edilizie, antincendio e di accessibilità (barriere architettoniche). In caso di ristrutturazione, serve l’autorizzazione dell’MA 37 (Baupolizei). Permessi per l’alcol e spazi esterni Per servire alcolici è necessaria un’autorizzazione aggiuntiva. Per disporre tavoli all’aperto (Schanigarten), occorre richiedere un permesso al Comune. Aspetti fiscali e previdenziali L’attività deve iscriversi alla Wirtschaftskammer (WKÖ) e alla Sozialversicherung der Selbständigen (SVS). L’IVA standard è al 20%, ma per la ristorazione alcune prestazioni hanno aliquote ridotte (10% e 13%). È importante prevedere una corretta gestione contabile. Personale e lavoro Il personale deve essere regolarmente assunto, con contratto conforme al diritto del lavoro austriaco. Occorre rispettare i contratti collettivi (Kollektivvertrag Gastronomie). Se si assumono cittadini non UE, servono i relativi permessi di soggiorno e lavoro. Lingua e integrazione culturale Una buona conoscenza del tedesco è fortemente consigliata per comunicare con clienti, fornitori e autorità. Adattare il menu alla cultura locale (senza perdere l’identità italiana) è spesso la chiave del successo. |
Scritto da Valentino de Rogatis |