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Vienna è una delle capitali europee con la più alta percentuale di popolazione che vive in affitto. Mentre in molti Paesi europei (Italia inclusa) l’acquisto della casa è considerato un obiettivo fondamentale, a Vienna l’affitto è la norma. Ma perché? Una lunga tradizione storica Dopo la Prima guerra mondiale, la città di Vienna ha investito massicciamente nell’edilizia pubblica. Il famoso “Red Vienna” (Vienna Rossa) degli anni ’20 e ’30 ha dato vita a un vasto patrimonio di case popolari di qualità, costruite con criteri moderni e accessibili a un’ampia fascia della popolazione. Questa tradizione si è mantenuta nel tempo, creando una cultura abitativa centrata sull’affitto. Un mercato regolato e protettivo La legislazione austriaca tutela fortemente gli inquilini: i contratti di locazione sono spesso di lungo periodo e gli aumenti di canone sono regolati. Gli affitti, soprattutto nel settore “sociale”, sono relativamente più bassi rispetto al reddito medio, rendendo l’affitto una scelta razionale e conveniente. Qualità dell’edilizia pubblica e cooperativa A differenza di altre città, a Vienna le case popolari (Gemeindebauten) e gli appartamenti costruiti da cooperative hanno standard abitativi elevati: spazi ampi, servizi comuni, cortili verdi, buon collegamento con i trasporti pubblici. Non si tratta di soluzioni “di serie B”, ma di alloggi desiderabili anche per la classe media. Mobilità e flessibilità Vivere in affitto permette di cambiare quartiere o tipologia di appartamento più facilmente. In una città internazionale e in crescita come Vienna, questa flessibilità è considerata un vantaggio. Molti studenti e professionisti stranieri scelgono l’affitto, alimentando ulteriormente la cultura dell’abitare non proprietario. Un modello economico diverso In Austria l’idea della “casa come investimento” è meno radicata rispetto a Paesi come l’Italia o la Spagna. Il sistema di welfare e la sicurezza sociale riducono la necessità di possedere un immobile come garanzia per il futuro. In sintesi I viennesi vivono in affitto non per mancanza di possibilità, ma perché la città ha costruito nei decenni un sistema abitativo equo, regolato e di qualità. Questo ha trasformato l’affitto da “ripiego” a scelta consapevole, basata su convenienza economica, mobilità e qualità della vita. |
Scritto da Valentino de Rogatis |