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Max Reinhardt, nato Maximilian Goldmann, venne al mondo il 9 settembre 1873 a Baden bei Wien, vicino a Vienna, in una famiglia ebraica. Cresciuto nella capitale austriaca, iniziò la sua carriera come attore prima di diventare uno dei più innovativi registi e impresari teatrali del suo tempo.
Il suo debutto teatrale avvenne a Salisburgo, ma fu a Vienna che si formò artisticamente, lavorando presso il celebre Teatro di Josefstadt. Successivamente si trasferì a Berlino, dove fondò il Deutsches Theater e rivoluzionò la messa in scena teatrale, introducendo una regia dallo stile cinematografico e l’uso creativo di luci, spazio e movimento.
Negli anni '20 e '30 fu una figura centrale del teatro europeo. Fu anche tra i fondatori del Festival di Salisburgo, dove mise in scena produzioni monumentali, tra cui il celebre Jedermann (Ogni uomo) nella Piazza del Duomo.
Con l’ascesa del nazismo e le persecuzioni contro gli ebrei, Reinhardt lasciò l’Austria nel 1937 e si trasferì negli Stati Uniti. Morì il 30 ottobre 1943 a New York. La sua influenza sul teatro moderno, sul cinema e sulla formazione attoriale rimane profondissima.
Sebbene gran parte della carriera di Max Reinhardt si svolse tra Berlino e Salisburgo, Vienna fu fondamentale nella sua formazione artistica e culturale. Ecco i principali luoghi viennesi a lui collegati:
Vienna rappresenta dunque il punto di partenza e ritorno spirituale del pensiero teatrale reinhardtiano, che ancora oggi influenza l’arte scenica della città.
Max Reinhardt rivoluzionò il teatro europeo, trasformando la figura del regista in un artista totale. Fu uno dei primi a valorizzare lo spazio scenico come elemento drammatico autonomo e introdusse il concetto di spettacolo totale, con attenzione a ogni elemento: recitazione, musica, scenografia, luce.
La sua influenza si estende anche al cinema e alla pedagogia teatrale. Il Max Reinhardt Seminar a Vienna e il Deutsches Theater a Berlino continuano a portare avanti il suo approccio visionario.